Ascolto un Tg: uno qualunque. Il capotreno di un convoglio, in Liguria, fà bloccare il treno per salvare e dare aiuto a una cagnetta finita sui binari. Quasi mi commuovo, finalmente un essere umano, una storia che mi riconcilia con i miei simili e con la vita. Le altre notizie scorrono via, io neanche le ascolto: penso al grosso capotreno coi baffi che blocca un treno e prende fra le braccia l'animale, che meraviglia! Quando mi riprendo siamo già alla pagina sportiva: protesta di una squadra turca nei confronti dell'Inter di Milano che ha osato presentarsi in campo con una divisa dove, su fondo bianco, era disegnata una croce rossa. Chiaro tentativo di colpire la sensibilità degli spettatori turchi e islamici che assistevano alla partita!(l'Inter giocava fuori casa) Il giornalista dice che l'UEFA certamente rifiuterà la richiesta della squadra turca che chiedeva il 2 a 0 a tavolino per condotta scorretta e offensiva!!
Spengo il televisore. Bentornato sulla terra Enzo.
martedì 11 dicembre 2007
TIRO ALLA FUNE

Senso di profonda impotenza e smarrimento, ecco la sensazione che provo in questi giorni. Sono morti alcuni operai a Torino, arsi vivi per un incendio scoppiato dentro un'acciaieria: forse non funzionavano gli estintori, forse il sistema d'allarme non era stato revisionato. Forse, forse. Forse dobbiamo darci una regolata, tutti, anche i sindacati, perchè i proprietari del vapore probabilmente dentro l'acciaieria non ci hanno messo mai piede, ma i sindacalisti ? Possibile che non sapevano? Ma dai, signori dobbiamo continuare a credere alle favole?
Adesso si deve aspettare l'esito della inchiesta e poi si vedrà quali e quante teste cadranno; riusciremo a vedere, non dico la fine, ma una diminuzione significativa di queste tragedie?
Ma il senso di cui parlavo prima non è legato solo al fattodi Torino, è più vasto e profondo: riguarda il vivere in questo paese, il guardare in faccia i vicini e sentirne i discorsi. Riguarda le opinioni di chi ci governa, adesso e prima, e anche le idee che corrono sui blog e il modo in cui s'addensano attorno ai fatti , le questioni basilari del nostro vivere civile. Siamo spaccati a metà su sicurezza territoriale, politica fiscale, atteggiamento verso la Chiesa cattolica, politica estera, sistema elettorale, politica verso gli extracomunitari, ordinamento dello Stato...preferisco non continuare perchè ho le vertigini. Un tiro alla fune perenne tra forze perfettamente bilanciate, un pareggio che non assegna nessuno scudetto. Impotenza questa è la nostra situazione; noi non siamo una nazione quindi non possiamo avere uno Stato che regoli la nostra convivenza su basi comuni perchè tali basi semplicemente non esistono! Ognuno, ogni gruppo ha le proprie (originali o importate) e se le tiene strette con facilità perchè il respiro delle nostre convinzioni è corto, asfittico, provinciale. Siamo figli di una storia che ci condanna a una parcellizzazione perenne. Così non andremo da nessuna parte.
lunedì 10 dicembre 2007
ARCIGAY ISLAMICA
Questo post è il seguito di quello precedente e vuole rendere noto quello che, chissà perchè, sui media e sulla granparte dei blog non passa mai. La scorsa settimana in una provincia dell'Afghanistan è stato impiccato un uomo di 30 anni colpevole di rapporti omosessuali (compiuti molti anni prima). La Chiesa Cattolica, pur con tutti i suoi difetti, mi pare abbia smesso da tempo di ardere in piazza esseri umani colpevoli di rapporti "contro natura". E qui adesso bisogna stare attenti, se passa il nuovo decreto legislativo definire un rapporto "contro natura" può costare caro, anche il carcere. Quai a parlare di argomenti in cui si fissa una differenza tra persone a causa di gusti sessuali diversi. Nei paesi arabi, dove il potere politico e quello religioso coincidono, il problema si risolve facilmente con un buon tratto di corda. GAY ITALIANI, pronto, ci siete ? Come mai questo silenzio? Morire impiccati è spesso causa di priapismo, lo sapete vero? Sarà questo ad eccitare i mullah? Mah...
Torniamo al piacevole rapporto dell'islam con la pena capitale: da noi proteste, correnti di pensiero, film, libri , trasmissioni radio televisive e tutti gli intellettuali in prima fila a stigmatizzare. Dall'altra parte del Mediterraneo si impiccano anche i dodicenni, se sono colpevoli di fare le spie per gli occidentali invasori.
Che ne dite?
Torniamo al piacevole rapporto dell'islam con la pena capitale: da noi proteste, correnti di pensiero, film, libri , trasmissioni radio televisive e tutti gli intellettuali in prima fila a stigmatizzare. Dall'altra parte del Mediterraneo si impiccano anche i dodicenni, se sono colpevoli di fare le spie per gli occidentali invasori.
Che ne dite?
LA PENA CAPITALE DEGLI ALTRI
Ahwaz, capitale del Kuzhestan, provincia iraniana al confine con l'Iraq: se qualcuno vuole inorridire vada sul sito www.al-ahwaz.com/english/main.php?file=main
e si goda una bella impiccaggione di 3 studenti rei di aver fatto propaganda contro gli ayatollah. La cosa più orrenda è che, fra i tre , c'era anche una donna, incinta! Il ministro degli esteri italiano come mai non convoca l'ambasciatore di questo nobile paese islamico? Le donne politically correct, quelle che popolano i blog alternativi, quelle che difendono la donna e i l suo universo, quelli che sono sempre dalla parte giusta perchè sono per la solidarietà e l'integrazione con la civiltà(?) islamica che ha tante cose da insegnarci, come mai non vanno davanti alle moschee italiane a far un po' di casino, oppure nei talk politici le donne di rifondazione, dei verdi, dei comunisti italiani perchè non cavano gli occhi al maschio arabo di turno?
Io sono contrario alla pena capitale, mi vanto d'esserlo, mi vanto di essere figlio d'una lunga tradizione d'amore e di pace, nata sotto il segno della croce; non posso accettare i 2 pesi e 2 misure adottate dalla "intellighenzia " culturale e politica italiana così ben espressa dall'attuale governo.
e si goda una bella impiccaggione di 3 studenti rei di aver fatto propaganda contro gli ayatollah. La cosa più orrenda è che, fra i tre , c'era anche una donna, incinta! Il ministro degli esteri italiano come mai non convoca l'ambasciatore di questo nobile paese islamico? Le donne politically correct, quelle che popolano i blog alternativi, quelle che difendono la donna e i l suo universo, quelli che sono sempre dalla parte giusta perchè sono per la solidarietà e l'integrazione con la civiltà(?) islamica che ha tante cose da insegnarci, come mai non vanno davanti alle moschee italiane a far un po' di casino, oppure nei talk politici le donne di rifondazione, dei verdi, dei comunisti italiani perchè non cavano gli occhi al maschio arabo di turno?
Io sono contrario alla pena capitale, mi vanto d'esserlo, mi vanto di essere figlio d'una lunga tradizione d'amore e di pace, nata sotto il segno della croce; non posso accettare i 2 pesi e 2 misure adottate dalla "intellighenzia " culturale e politica italiana così ben espressa dall'attuale governo.
ARSI VIVI
Io non ho ancora capito come si muore oggi in una acciaieria; capisco che per qualcuno il quesito sembrerà banale o strumentale ma credo che proprio la dinamica del fatto sia importante. E' necessario capire, essere certi del modo in cui avviene una morte in fabbrica per evitarla in avvenire. Non ho trovato da nessuna parte notizie in tal senso: condoglianze, buoni propositi, strumentalizzazioni varie, enunciazioni di principio,dichiarazioni del politico o del sindacalista di turno, di tutto ciò materiale in abbondanza. Sono ancora in attesa di un discorso serio.
domenica 9 dicembre 2007
MUCILLAGGINE
Una massa informe, questa è l'immagine dell'Italia alla fine del 2007; questo è il nostro punto di partenza! Per una volta i dati statistici sono verosimili. Purtroppo. Basta andare in giro e ascoltare o vedere: il Censis ha ragione, siamo una massa informe e discontinua di facce e di vite senza altra fede che quella in noi stessi e nel nostro particolare. 60 milioni di Italie non fanno una nazione e, del resto, non ce ne è fregato mai molto di questo concetto. Molto più facile e meno rischioso fare il tifo per la "squadra di casa". Una mucillagine questo siamo e da qui dobbiamo partire. Che ci piaccia o meno. A me non piace affatto.
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